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Conflitti, Convergenze e Sinergie: Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU nei negoziati OMC sui sussidi alla pesca

Analisi dei sussidi dannosi alla pesca come sfida per il diritto e le politiche, focalizzandosi sui negoziati OMC e sul conflitto tra regole commerciali e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU.
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Indice

1. Introduzione: Il problema dei sussidi dannosi alla pesca

Questa analisi esamina il punto critico di intersezione tra diritto commerciale internazionale e sostenibilità ambientale, utilizzando come caso di studio principale i prolungati negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sui sussidi alla pesca. Il problema centrale ruota attorno ai sussidi governativi che contribuiscono alla sovrapesca, alla sovracapacità e alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), creando un conflitto diretto con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, in particolare l'OSS 14.6.

2. Il conflitto centrale: Diritto commerciale vs. Obiettivi di sostenibilità

La tensione fondamentale risiede tra i principi del libero scambio, spesso facilitati dai sussidi, e l'imperativo di una gestione sostenibile delle risorse. Le regole dell'OMC, concepite per ridurre i sussidi che distorcono il commercio, hanno storicamente faticato a disciplinare efficacemente quelli che causano danni ambientali.

2.1 La tragedia dei beni comuni nella pesca

Gli stock ittici selvatici sono classiche risorse a bene comune. Come articolato da H. Scott Gordon e successivamente da Garrett Hardin con la "Tragedia dei beni comuni", nessun singolo pescatore ha un incentivo economico a conservare gli stock, poiché i benefici sono condivisi ma i costi sono personali. Ciò porta inevitabilmente al sovrasfruttamento in assenza di regolamentazione.

2.2 Il ruolo dei sussidi nella sovrapesca

I sussidi dannosi – come quelli per il carburante, la costruzione o la modernizzazione delle imbarcazioni – abbassano artificialmente i costi operativi e aumentano la capacità di pesca. Consentono alle flotte di operare in acque distanti e non redditizie e prolungano la fattibilità di pratiche insostenibili. La FAO (2020) riporta che il 35% degli stock marini è sovrasfruttato e quasi il 60% è sfruttato al massimo livello sostenibile.

3. I negoziati OMC: Un caso di studio

I negoziati dell'OMC, previsti dall'OSS 14.6, mirano a vietare determinate forme di sussidi dannosi alla pesca. Rappresentano un test pratico dell'integrazione di obiettivi ambientali nella definizione di regole commerciali multilaterali.

3.1 Argomenti economici a favore della riforma

Studi, incluso "The Sunken Billions" della Banca Mondiale, stimano che le pescherie globali perdano decine di miliardi di dollari USA all'anno a causa di una gestione inefficace. Eliminare i sussidi dannosi consentirebbe il recupero degli stock, portando a rese sostenibili più elevate e maggiori benefici economici a lungo termine. Il rapporto TEEB (2010) ha stimato perdite annuali di 50 miliardi di dollari.

3.2 Ostacoli politici e costi a breve termine

Nonostante i guadagni a lungo termine, i governi affrontano una pressione politica immediata. Rimuovere i sussidi minaccia i profitti, i posti di lavoro e la sicurezza alimentare a breve termine nelle comunità dipendenti, specialmente durante le crisi economiche (es. pandemia, guerra in Ucraina). Ciò crea un "dilemma del prigioniero", in cui un'azione unilaterale è politicamente costosa, rendendo necessario un accordo multilaterale vincolante.

4. Approfondimenti chiave e panoramica statistica

Stock sovrasfruttati

35%

degli stock ittici marini globali (FAO, 2020)

Sfruttati al massimo

60%

degli stock alla massima resa sostenibile

Perdita economica annuale

$50B - $83B

Perdita stimata da una gestione inefficace (TEEB, Banca Mondiale)

Approfondimento centrale: La logica economica a favore della riforma dei sussidi è solida, ma viene sistematicamente sovrascritta da fattori di economia politica a breve termine e dalle sfide strutturali della costruzione del consenso multilaterale presso l'OMC.

5. Quadro analitico ed esempio pratico

Quadro: La Matrice Sussidio-Sostenibilità
Per analizzare sussidi specifici, può essere utilizzata una matrice a due assi:

  1. Asse X: Impatto sulla capacità/costo di pesca. Da "Aumento della capacità/Riduzione dei costi" a "Neutrale o Riduzione della capacità".
  2. Asse Y: Collegamento ai risultati di sostenibilità. Da "Esplicitamente dannoso" (es. sussidi al carburante per navi INN) a "Esplicitamente benefico" (es. sussidi per il monitoraggio o il ripristino degli stock).

Esempio pratico: Sussidi al carburante
Posizionamento: Alto sull'asse di aumento della capacità; Alto sull'asse dannoso.
Analisi: Abbassa direttamente il costo variabile, consentendo viaggi prolungati e pesca in aree marginali. Avvantaggia in modo sproporzionato le flotte su larga scala e d'altura ed è frequentemente collegata alla pesca INN. La sua proibizione è un punto centrale e controverso nei colloqui OMC, osteggiato dalle principali nazioni sussidiarie che citano preoccupazioni per i mezzi di sussistenza.

6. Dettagli tecnici e modellizzazione economica

Il problema economico centrale può essere modellizzato utilizzando un modello bioeconomico Gordon-Schaefer. La relazione fondamentale mostra che l'equilibrio di libero accesso si verifica dove il ricavo totale è uguale al costo totale. I sussidi ($s$) abbassano il costo effettivo dello sforzo di pesca ($c$), spostando verso il basso la curva dei costi.

Equazioni chiave:

  • Rendimento sostenibile: $Y = rX(1 - X/K)$ dove $r$ è il tasso di crescita intrinseco, $X$ è la biomassa, $K$ è la capacità di carico.
  • Equilibrio di libero accesso: $p \cdot Y(E) = (c - s) \cdot E$, dove $p$ è il prezzo, $E$ è lo sforzo di pesca, $c$ è il costo unitario dello sforzo, $s$ è il sussidio per unità di sforzo.

L'introduzione di un sussidio dannoso ($s > 0$) riduce $(c - s)$, portando a un livello di equilibrio più alto dello sforzo $E_{OA}$ e a una biomassa di equilibrio più bassa $X_{OA}$, allontanando ulteriormente il sistema dal punto di Massima Resa Sostenibile (MSY). Il modello della Banca Mondiale quantifica la perdita dinamica: la differenza tra il valore attuale netto delle pescherie sotto una gestione ottimale rispetto agli scenari attuali di libero accesso sussidiato, arrivando alla cifra dei "miliardi sommersi".

Descrizione del grafico: Un grafico concettuale mostrerebbe due curve: (1) Rendimento Sostenibile (a forma di gobba) e (2) Costo Totale (lineare, crescente con lo sforzo). L'intersezione della curva del Ricavo Totale (prezzo * rendimento) e della curva del Costo Totale determina lo sforzo di libero accesso. Un sussidio ruota verso il basso la curva dei costi attorno all'origine, portando a una nuova intersezione a un livello di sforzo più alto e più distruttivo, illustrando graficamente la "corsa a pescare".

7. Applicazioni future e direzioni di ricerca

1. Monitoraggio e applicazione digitale: I futuri accordi devono sfruttare tecnologie come i sistemi di identificazione automatica (AIS), il monitoraggio elettronico e la blockchain per la documentazione delle catture per far rispettare le regole contro i sussidi legati all'INN, come proposto da organizzazioni come Global Fishing Watch.

2. Sussidi della "Scatola Verde": La ricerca dovrebbe concentrarsi sulla progettazione e promozione di sussidi "buoni" (simili alla Scatola Verde dell'OMC in agricoltura) che supportino la sostenibilità, ad esempio per la raccolta dati, la gestione delle aree marine protette o la transizione dei pescatori verso mezzi di sussistenza alternativi.

3. Modelli giuridico-economici interdisciplinari: Sviluppare modelli integrati che combinino la teoria dei giochi (per modellare le dinamiche negoziali), l'econometria (per quantificare gli impatti dei sussidi) e l'analisi giuridica (per redigere discipline precise e senza scappatoie) è cruciale.

4. Collegamento ai crediti di carbonio e biodiversità: Esplorare come una gestione sostenibile della pesca potrebbe generare crediti verificabili nei mercati emergenti del carbonio blu o della biodiversità, creando un flusso finanziario positivo per compensare la rimozione dei sussidi.

8. Riferimenti bibliografici

  1. FAO. (2020). The State of World Fisheries and Aquaculture 2020. Roma.
  2. Gordon, H. S. (1954). The Economic Theory of a Common-Property Resource: The Fishery. Journal of Political Economy, 62(2), 124-142.
  3. Hardin, G. (1968). The Tragedy of the Commons. Science, 162(3859), 1243-1248.
  4. TEEB. (2010). The Economics of Ecosystems and Biodiversity: Mainstreaming the Economics of Nature. Rapporto di sintesi.
  5. World Bank. (2017). The Sunken Billions Revisited: Progress and Challenges in Global Marine Fisheries. Washington, D.C.
  6. OMC. (2022). Accordo sui sussidi alla pesca. WT/MIN(22)/W/22.
  7. Sumaila, U. R., et al. (2019). Updated estimates and analysis of global fisheries subsidies. Marine Policy, 109, 103695.

9. Analisi esperta: Approfondimento centrale, flusso logico, punti di forza e debolezze, spunti operativi

Approfondimento centrale: La saga dei sussidi alla pesca all'OMC non è una semplice storia di ambientalisti contro liberoscambisti; è una spietata esposizione di come gli interessi nazionali razionali e a breve termine minino sistematicamente la sopravvivenza collettiva a lungo termine, anche quando i dati economici a favore della cooperazione sono inequivocabilmente positivi. Il documento identifica correttamente il cuore del problema: i sussidi sono un narcotico politico, che crea dipendenza immediata mentre avvelena la base di risorse. Il vero conflitto è tra i cicli politici e i cicli ecologici.

Flusso logico: L'argomentazione si costruisce in modo impeccabile dai principi primi – la Tragedia dei beni comuni – alla distorsione di mercato specifica (i sussidi), fino al fallimento istituzionale (la lotta dell'OMC). Utilizza efficacemente le stime di perdita economica ($50B+) come una chiara e quantificabile condanna dello status quo. Il flusso inciampa leggermente non insistendo abbastanza sulla questione distributiva: quali nazioni e quali flotte aziendali sono i principali beneficiari di questi sussidi dannosi? I dati di ricercatori come U. Rashid Sumaila mostrano che una manciata di grandi economie domina questa spesa.

Punti di forza e debolezze: Il suo punto di forza è la sua cristallina logica economica e il suo radicamento nella classica economia delle risorse. La debolezza, comune a molte analisi giuridico-economiche, è una sottovalutazione della pura politica di potere. Il documento tratta l'OMC come un forum neutrale per risolvere un problema di azione collettiva. In realtà, è un'arena in cui le asimmetrie di potere, esemplificate dai principali sussidiatori come Cina, UE e USA, dettano il ritmo e la portata di qualsiasi accordo. L'accordo OMC del 2022, sebbene storico, ne è una testimonianza – annacquato con eccezioni transitorie e un'applicazione più debole per i paesi in via di sviluppo, esattamente come predice l'economia politica.

Spunti operativi: 1) Aggirare i blocchi: Sostenere "coalizioni di volenterosi" – accordi regionali o settoriali tra nazioni impegnate, utilizzando le preferenze commerciali come leva, per creare fatti compiuti in mare che facciano pressione sui ritardatari. 2) Seguire il denaro: Sostenere le ONG e gli investigatori finanziari nel mappare pubblicamente i flussi di sussidi verso specifiche aziende e imbarcazioni coinvolte nella pesca INN, creando rischi reputazionali e legali per i beneficiari e i governi. 3) Contenzioso strategico: Esplorare l'uso delle regole OMC esistenti (es. Articolo 5 dell'ASCM sul pregiudizio grave) o dei capitoli ambientali negli Accordi di Libero Scambio per contestare i sussidi più gravi, forzando un chiarimento giuridico. 4) Riformulare la narrazione: Smettiamo di chiamarli "sussidi alla pesca". Chiamiamoli "Sussidi alla sovrapesca" o "Sussidi all'impoverimento marino". Il linguaggio conta in politica. L'obiettivo non è solo un accordo; è un cambio di paradigma in cui pagare per impoverire gli oceani diventi socialmente tossico quanto pagare per inquinare un fiume.